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In Italia le leggi razziali entrarono in vigore con il documento Il fascismo e i problemi della razza del 14 luglio 1938. Queste leggi stabilivano l’inferiorità della “razza ebraica” e prevedevano tali e tante restrizioni, che la vita delle persone ebree diventò davvero impossibile. In un primo tempo, tutti gli ebrei furono schedati, arrestati e isolati nei ghetti. Dal 1942 in poi, furono deportati nei campi di sterminio.
Eccone solo alcune:
Espellere gli ebrei dalle scuole (2 settembre 1938), vietare i matrimoni “razzialmente misti”, cioè fra ebrei e non ebrei espellere gli ebrei dagli impieghi pubblici e dal Partito nazionale fascista limitare il loro diritto di proprietà (7-10 novembre 1938), cioè appropriarsi dei loro beni espellere gli ebrei dall’esercito e dal complesso delle attività culturali (fine 1938),
impedire loro di lavorare (dal 1939 in avanti), ecc.
Alcune di queste leggi interessavano anche i bambini:
furono create delle scuole speciali per i bambini ebrei i loro insegnanti potevano essere solo ebrei era vietato ai bambini e ai ragazzi ebrei frequentare le scuole italiane
gli insegnanti ebrei non potevano insegnare nelle scuole italiane
In Italia vennero perseguitate circa 51.000 persone, di esse 46.656 erano effettivamente ebrei e circa 4.500 erano non-ebrei-classificati-di-razza-ebraica. |
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